I diritti umani, l’emergenza profughi , le battaglie per la democrazia.

Tre aspetti che si riferiscono a valori di cui ognuno di noi si deve fare e sentire portatore.
In questi giorni il popolo colombiano scende in piazza per respingere le riforme fiscali del Presidente Ivan Duque, che rischia di impoverire ulteriormente un Paese già provato dalla crisi economica e dalla pandemia. Provvedimenti che il popolo respinge con forte determinazione: tra l’altro, a conferma di questo, un gruppo di studenti colombiani in Italia ha voluto far conoscere il proprio dissenso verso le politiche governative, manifestando la propria disapprovazione con cartelli esposti durante la seconda tappa del Giro d’Italia di ciclismo.
L’emergenza profughi , che vede in queste ore incrementare il numero di arrivi sul nostro territorio di persone che provengono dal Nord Africa, diventa oggi ogni giorno più drammatica. Sappiamo quanto succede da noi perché i nostri mass media non ci fanno mancare informazioni sugli arrivi a Lampedusa e sulle coste meridionali del nostro Paese, ma sappiamo molto poco sugli altri flussi migratori che portano le persone a fuggire dalle loro terre per riparare in Europa. Con la campagna “I walk the Line” abbiamo cercato di far conoscere la pessima situazione in cui vivono i rifugiati nei campi bosniaci di Bihac e Tusla, ma abbiamo voluto attraverso un bell’articolo pubblicato da “Avvenire”, far conoscere anche un altro spicchio di questa realtà: i tentativi giornalieri di chi dall’Africa prova a raggiungere l’Europa cecando di approdare alle Isole Canarie. Bell’esempio delle contraddizioni di questa società globale dove gli estremi si toccano: dove le ricchezze si spiegano sulle tavole da surf e le povertà si manifestano in luridi barconi. Infine le battaglie per la democrazia. Ci siamo sentiti in dovere di ricordare il contributo dato, a suo tempo, dai sindacati italiani per la riconquista della libertà nel Cile oppresso dal sanguinario Pinochet: una testimonianza che trova la sua espressione nel libro di Tarcisio Benedetti “ Alborada . La tipografia della libertà” . Ma anche oggi queste battaglie di civiltà devono trovare la loro eco: come quelle che stanno conducendo, con grande coraggio, i bielorussi, oggi in Italia, di Supolka” che chiedono che il nostro Governo si faccia promotore, presso la comunità internazionale, di azione volte al “ripristino della legalità e la fine delle atrocità verso il popolo bielorusso” , che vede protagonista il “tiranno” Lukashenko. Una battaglia, questa, che sentiamo di intitolarci.

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